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Introduzione

Cornelia Fabri nasce a Ravenna in una delle più colte e antiche famiglie della città ed eredita dal nonno Santi e dal padre Ruggero la passione per la scienza. Scolara particolarmente dotata, è la prima donna laureata in matematica alla Scuola normale di Pisa.

A Cornelia viene riservata un'educazione tutt'altro che tradizionale: invece di inserirla in una scuola femminile, il padre, considerata la sua attitudine verso le discipline scientifiche, la iscrive all' istituto tecnico della città, tanto che la giovane si trova ad essere la sola studentessa in una scuola frequentata unicamente da maschi. Si iscrive poi alla Facoltà di scienze fisiche, matematiche e naturali dell'Università di Pisa dove si laurea il 30 giugno del 1891 dopo aver sostenuto dodici esami speciali, dei quali due superati col massimo dei voti 30\30 e tutti gli altri col massimo più la lode. Cornelia è dunque spinta e spronata nei suoi studi da due maestri: il padre e Volterra che, in diverse lettere scritte a Ruggero Fabri, non esita a tesserne le lodi.

Dalla corrispondenza a tutt'oggi inedita Volterra-Fabri, appare chiaramente l'impegno, la dedizione, la passione che Cornelia nutre per lo studio: lettrice avida e attenta, puntualmente segue i consigli che le vengono dati e, in continuo fermento, invia lunghe serie di calcoli e dimostrazioni di teoremi per i quali chiede l'aiuto dell'illustre professore. La collaborazione fra maestro e allieva è veramente molto stretta: il primo le dedica grande attenzione, inviandole e prestandole testi da analizzare, conscio delle capacità della giovane; lei, rigorosamente, ripaga quelle attenzioni con una dedizione totale allo studio.

Nel 1902 muore la madre Lucrezia; nel 1904 il padre: a lei tocca occuparsi della casa e degli affari di famiglia. Il ritorno a Ravenna, in una città di provincia, esclusa dai centri di scienza più importanti, culturalmente poco vivace, rende l'isolamento della Fabri più acuto.

Ma è soprattutto l'allontanamento di Volterra da Pisa nel 1893, dopo la sua chiamata alla cattedra di meccanica razionale all'Università di Torino e, in seguito, alla cattedra di fisica matematica a Roma, che rende maggiore il distacco di Cornelia da quella cerchia di studiosi che aveva seguito il suo lavoro e che ne poteva apprezzare le doti intellettuali e il talento matematico. Lo scambio epistolare su temi di studio col Volterra prosegue fino al 1902; poi si incontrano per l'ultima volta nel 1905.

La vita di Cornelia può essere suddivisa in due periodi differenti: il primo, scandito dalla passione per le scienze esatte, sotto la guida del padre e del suo professore di meccanica razionale a Pisa, Vito Volterra; il secondo, a partire dal 1904, anno della morte del padre, caratterizzato da una spiritualità esasperata, in cui risulta completamente assorta nelle proprie attività di carità e di preghiera e sempre più rapita in ritiri spirituali intensi e coinvolgenti.

Da sempre religiosissima, d'ora in poi Cornelia si abbandona totalmente ad opere di carità, di pietà e di preghiera. Nel 1908 viene a conoscenza dell'ordine religioso della Visitazione e, trovandolo conforme alle sue aspirazioni, comincia a frequentarne un monastero a Pisa.

Muore a Firenze il 24 maggio del 1915, confortata dalla vicinanza dei propri familiari

Ultimo aggiornamento: 23-03-2024, 17:31