Il bilancio di genere

Bilancio di genere e mainstreaming

Rimuovere le discriminazioni e promuovere l’uguaglianza tra uomini e donne e l’integrazione della dimensione di genere nelle politiche sono tra gli obiettivi principali della programmazione regionale unitaria. Gli strumenti con cui l’Emilia-Romagna li persegue sono il Piano interno integrato delle azioni regionali in materia di pari opportunità di genere ed il Bilancio di genere.

Cosa fa la Regione

Il Piano interno integrato delle azioni regionali in materia di pari opportunità di genere

La rimozione di qualsiasi forma di discriminazione, l’uguaglianza tra uomini e donne e l’integrazione della dimensione di genere in tutte le politiche (mainstreaming di genere) costituiscono per la Regione Emilia-Romagna un importante obiettivo da assumere nella propria programmazione, in un’ottica unitaria, secondo la prospettiva indicata dall’Ue.

Il Piano interno integrato delle azioni regionali in materia di pari opportunità di genere è il primo degli strumenti con cui la Regione pone un’attenzione specifica allo sviluppo di politiche attente alle differenze di genere ed al loro impatto, attraverso un lavoro partecipato avviato nel 2006 che si fonda su di un'Area regionale di integrazione che consenta un approccio integrato e globale, superando il confine settoriale delle singole politiche.

Il bilancio di genere

È un tassello importante nello sviluppo di politiche di pari opportunità e si pone come azione chiave per l’applicazione del gender mainstreaming: consente di determinare l’impatto delle politiche pubbliche su donne e uomini e persegue obiettivi di equità, efficienza, trasparenza e partecipazione.  

Sostiene gli amministratori pubblici nella volontà di sviluppare politiche economiche che tengano conto della differenza tra uomini e donne, permettendo di utilizzare le risorse pubbliche con sempre maggiore equità nei confronti della cittadinanza.

Attraverso l’elaborazione di dati, statistiche e analisi centrate sul genere, un’Amministrazione può valutare in maniera più puntuale le proprie scelte al fine di migliorare la propria azione e, se necessario, ricalibrare le priorità di intervento rispetto ai bisogni delle cittadine e dei cittadini.

Al tempo stesso è bene sottolineare che non si tratta di uno strumento rivolto a produrre “bilanci delle donne” o specificamente rivolti alle donne, ma finalizzato a intervenire sui bilanci pubblici, tutelando sì i diritti individuali, ma in una prospettiva di interesse generale, con effetti positivi per l’intera società.

La lettura di genere del bilancio aumenta nelle Amministrazioni la coscienza degli impatti del loro operato ed è uno strumento di trasparenza (in quanto consente anche alla cittadinanza di valutare l’operato dell’Ente evidenziando le aree di intervento maggiormente interessate dalle disparità) e di equità.

L’Area di integrazione del punto di vista di genere e valutazione del suo impatto sulle politiche regionali (art. 39), il Piano interno integrato delle azioni regionali in materia di pari opportunità di genere (art. 40) ed il bilancio di genere sono strumenti  previsti nella Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere (Legge regionale 27 giugno 2014 n. 6).

A chi rivolgersi

Servizio Politiche sociali e socio educative

Elena Cantoni
tel. 0515275577
Elena.Cantoni@regione.emilia-romagna.it

Enzo Di Candilo
tel. 0515275160
Enzo.DiCandilo@regione.emilia-romagna.it

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pubblicato il 2018/06/25 12:17:09 GMT+2 ultima modifica 2018-06-25T12:17:09+02:00

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