Il bilancio di genere

I sei ambiti di policy

La sperimentalità del percorso adottato nel primo Piano integrato ha condotto – attraverso il processo di affinamento sistematico degli strumenti adottati realizzatosi nel confronto metodico con le Direzioni Generali – ad affiancare il sistema di classificazione delle azioni e dei progetti basato su obiettivi con un sistema che riaccorpa le azioni all’interno di ambiti di policy.

È tuttavia necessario evidenziare che il mutato contesto economico prodotto dalla crisi che sta attraversando il nostro Paese, sta condizionando gli equilibri precedentemente raggiunti e le prospettive di sviluppo. In questo senso va letto lo sforzo che la Regione Emilia-Romagna sta compiendo per ridurre al minimo l’impatto che stanno provocando i tagli considerevoli operati dallo Stato ai trasferimenti alle Regioni ed alle Amministrazioni locali e per riconfermare, attraverso il mantenimento dell’alta qualità dei servizi, un sistema di welfare regionale attento alle modificazioni dei bisogni delle cittadine e dei cittadini e proiettato verso il futuro.

La classificazione delle azioni censite per obiettivi e per policy risponde a due diverse logiche, seppure tra loro intrecciate.

Il sistema di classificazione delle azioni attraverso gli undici obiettivi generali (ed i relativi obiettivi specifici), validato da tutte le Direzioni Generali, risulta infatti essenziale per individuare le finalità proprie di ogni singola azione, permettendo al contempo di ricostruire una lettura coerente delle azioni poste in essere dalla Regione e di evidenziarne la valenza trasversale fra diverse Direzioni Generali, anche in funzione della loro possibile appartenenza a più obiettivi.

Tali obiettivi possono essere riconducibili a diversi ambiti di policy, ovvero insiemi di interventi omogenei messi in atto dalla Pubblica Amministrazione per promuovere e consolidare condizioni che possono favorire la partecipazione alla vita politica, sociale ed economica di donne e uomini contrastando, in particolare, le disuguaglianze legate al genere.

Il sistema di classificazione per policy costituisce pertanto l’orizzonte operativo che la Regione si pone nei confronti delle politiche di pari opportunità di genere, nella consapevolezza che tale articolazione potrà subire eventuali arricchimenti e modificazioni sulla base dell’evoluzione della realtà economico sociale della nostra comunità.

 

La classificazione per policy

A partire da queste considerazioni che evidenziano l’opportunità di individuare, far emergere ed eventualmente suggerire trasversalità e collegamenti tra le diverse azioni sviluppate dalle Direzioni Generali, si è elaborata una ipotesi di ordinamento delle stesse che, pur conservando gli undici obiettivi individuati quali riferimento univoco per le azioni, permettesse di riferirle ad alcuni ambiti di politiche pubbliche:

- Inclusione sociale

All’interno di questo ambito di policy sono state collocate le diverse azioni ed i diversi progetti che le Direzioni Generali propongono per contrastare i fenomeni di povertà e marginalità sociale di genere, favorendo l’inclusione. Crescita inclusiva significa rafforzare la partecipazione delle persone di tutte le età, promuovere livelli di occupazione elevati, investire nelle competenze, combattere la povertà e modernizzare i mercati del lavoro, i metodi di formazione e i sistemi di protezione sociale per aiutare le cittadine e i cittadini a prepararsi ai cambiamenti e a gestirli e costruire una società coesa. La lotta alla povertà e all'esclusione sociale costituisce infatti uno dei fondamenti per migliorare la consapevolezza e riconoscere i diritti fondamentali delle persone vittime della povertà e dell'esclusione sociale, consentendo loro di vivere in modo dignitoso e di partecipare attivamente alla società.

- Mercato del lavoro e imprenditorialità femminile

All’interno di questo ambito di policy sono state collocate le diverse azioni ed i diversi progetti che le Direzioni Generali propongono per realizzare condizioni favorevoli ad uno sviluppo socialmente sostenibile e contribuire alla realizzazione di una pari autonomia economica per donne e uomini. I dati relativi al mercato del lavoro pongono la nostra regione in posizione di eccellenza fra le regioni italiane; l’occupazione femminile in Emilia-Romagna è maggiore rispetto alla media italiana, essendo cresciuta negli ultimi dieci anni fino a raggiungere, in anticipo di qualche anno, l’obiettivo del 60% fissato per il 2010 dalla strategia di Lisbona. Tuttavia, permangono ancora forti disparità: nonostante un positivo incremento del numero di imprenditrici, dirigenti, libere professioniste, le donne continuano ad essere sottorappresentate nelle posizioni di responsabilità. A partire dal 2008-2009 il mercato del lavoro regionale ha risentito tuttavia degli effetti della crisi economica mondiale, con un peggioramento più sensibile per le donne degli indicatori relativi e della stessa qualità del lavoro (calo dell’occupazione qualificata, precarietà, disparità salariale). Per quanto riguarda invece le imprese femminili, i dati (Unioncamere) segnalano migliori performance rispetto a quelle maschili anche in periodo di crisi.

- Conciliazione tra vita e lavoro e politiche familiari

All’interno di questo ambito di policy sono state collocate sia le diverse azioni e i diversi progetti che le Direzioni Generali propongono per realizzare una conciliazione di tempi di vita, cura e lavoro, sia quelle che riguardano più direttamente le politiche familiari, che restano uno degli aspetti centrali per affrontare il tema della parità di genere. Il tema della conciliazione è un tema trasversale che coinvolge diversi attori del territorio e diverse politiche, al fine di sviluppare un approccio integrato e di sistema tra le varie politiche regionali. Il mettere a punto misure e politiche di conciliazione è indispensabile per lo sviluppo sociale ed economico sostenibile del Paese, in quanto non si tratta di misure destinate solo all’universo femminile, ma in grado di rispondere ai bisogni di uomini e donne, alla luce della trasformazione avvenuta nel mercato del lavoro e nell’organizzazione della società.

- Diritti del corpo: salute, riproduzione, sessualità.

All’interno di questo ambito di policy sono state collocate le diverse azioni ed i diversi progetti che le Direzioni Generali propongono per sviluppare la dimensione di genere nel settore sanitario con particolare attenzione alla prevenzione e a cure mediche di qualità. Molti studi evidenziano che le donne risultano svantaggiate rispetto agli uomini nella tutela della loro salute in quanto, pur essendo più attente degli uomini a questi aspetti e pur avendo una vita media più lunga, ciò nonostante gli uomini vivono in buona salute una parte maggiore della loro vita. Alla luce di ciò, si sottolinea quanto sarebbe importante promuovere una consapevolezza sociale e individuale dei fattori di rischio legati alla salute femminile.

- Contrasto alla violenza.

All’interno di questo ambito di policy sono state collocate le diverse azioni ed i diversi progetti che le Direzioni Generali propongono per garantire la sicurezza, contrastando ogni forma di abuso e violenza. Il fenomeno della violenza di genere ha purtroppo grande rilevanza e, analizzando i dati, pare connesso all’emancipazione, all’indipendenza e all’autonomia delle donne. La violenza di genere parrebbe avere le basi nel conflitto di genere, anche all’interno dei rapporti affettivo/familiari, e parrebbe rappresentare un prezzo che le donne stanno pagando per il ritardo con cui la società, e gli uomini in particolare, adattano i propri modelli culturali alle trasformazioni del mondo femminile e al processo di evoluzione che ha interessato le donne negli ultimi 40 anni.

- Società della conoscenza/promozione diffusione cultura di genere.

All’interno di questo ambito di policy sono state collocate le diverse azioni ed i diversi progetti che le Direzioni Generali propongono per garantire parità di accesso ai servizi formativi e culturali, promuovendo la differenza di genere come valore. Con l’espressione società della conoscenza si intende una società che fonda la propria crescita e competitività sul sapere, sulla ricerca e sull’innovazione: una società dotata di sistemi educativi, scolastici e formativi efficaci e garantiti ad ognuno per tutto l’arco della vita, in un’ottica di pari opportunità. Una società volta alla promozione del libero accesso alle informazioni e alle opportunità e alla libertà di espressione. Una prospettiva di genere e il ricorso a strumenti che si richiamano al mainstreaming di genere sono fondamentali per assicurare che i cambiamenti del mercato del lavoro e le nuove opportunità che si affacciano non implichino impatti diseguali, in contrasto con gli obiettivi di uguaglianza e coesione che l’Europa si è data.

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pubblicato il 2015/09/28 10:30:40 GMT+2 ultima modifica 2018-06-20T14:41:50+02:00

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