Zucchi Virginia

Parma, 1849 – Nizza, 1930

Nipote dei ballerini Giuseppe e Domenico Zucchi, studiò sotto la guida di Carlo Blasis e del suo allievo Giovanni Lepri, Debuttò a Varese all'età di quindici anni e ben presto riuscì a farsi un nome grazie soprattutto al suo temperamento e alle sue capacità tecniche.

Danzò per la prima volta alla Scala nel 1874 e poi si trasferì a Berlino dove Paolo Taglioni allestì per lei una nuova versione de La Fille Mal Gardée. Fu invitata a danzare a San Pietroburgo, nel 1885, presso il teatro estivo Kin Grust. Impressionò talmente tanto le platee che lo zar Alessandro III in persona le offrì un contratto per danzare con la compagnia di balletto del Teatro Imperiale. Restò in Russia fino al 1888 e diventò così popolare da guadagnarsi l'appellativo di Divina Virginia. A lei è attribuita l'invenzione del tutù corto: ella si rifiutò di danzare con il consueto tutù romantico che, disse, le ricordava il vestito della nonna. In questi anni danzò nelle coreografie del coreografo Marius Petipa: La Figlia del Faraone, La Fille Mal Gardée e La Esmeralda.

Insieme ad un'altra famosa ballerina italiana, Pierina Legnani, diede un'accelerazione al miglioramento e al progresso della tecnica virtuosistica del balletto.

Il suo nome è legato a due famosi balletti di Luigi Manzotti: l'Excelsior che fu rivisitato alla Scala nel 1883 e Sieba, danzato nello stesso anno a Parigi al teatro Eden.

Rientrata dalla Russia danzò ancora in Europa fino al ritiro avvenuto intorno al 1900. Si trasferì a Montecarlo dove aprì una scuola. Morì a Nizza.

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Pubblicato il 01/10/2015 — ultima modifica 01/10/2015

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