Angilberga imperatrice

896-901

Engelberga era probabilmente la figlia di Adelchi I conte di Parma e duca di Spoleto; mentre la madre poteva essere Emma di Baviera.

Nel 851, Engelberga o Angilberga si era fidanzata col re d'Italia e co-imperatore Ludovico II, figlio primogenito dell'Imperatore d'Occidente e re di Lotaringia (840-855), Lotario I (795-† 855) e di Ermengarda di Tours (?-† 851). Il matrimonio fu celebrato l'anno successivo.

Nel 855, il suocero, Lotario I, prima di morire, con la Ripartizione di Prüm, divise il suo regno, la Lotaringia, in 3 parti e a Ludovico II, primogenito, furono confermati, il trono d'Italia ed il titolo imperiale.

Secondo un documento dell'aprile 868, il marito, Ludovico II, aveva fatto donazione ad Engelberga ed alla figlia, Ermengarda, della Chiesa di San Salvatore (un convento caratterizzato da una tradizione di badesse reali) a Brescia, di cui in quello stesso anno, Engelberga era divenuta badessa.

Quando era divenuta imperatrice, Engelberga aveva esercitato una forte influenza sul consorte e la sua famiglia d'origine, i longobardi Supponidi, prosperò durante il regno di Ludovico.
Secondo lo storico, Kreutz, B. M., l'arresto di Engelberga e del marito, Ludovico, avvenuto a Benevento, nell'871, fu dovuto al comportamento autoritario ed arrogante dell'imperatrice; la loro liberazione fu negoziata per circa un mese dal vescovo di Benevento.

Nel gennaio 872 l'aristocrazia tentò di deporla, dal momento che non aveva ancora dato alcun figlio all'imperatore; ciò nonostante, Ludovico intavolò delle negoziazioni con Ludovico II il Germanico, re della Francia Orientale, per designarlo come proprio erede.

Con l'intento di limitare l'influenza di Engelberga, i nobili provenzali, alla morte di Ludovico II, elessero re di Provenza, Carlo il Calvo, re della Francia Occidentale.

Bosone V di Arles, fedele a Carlo, e da quest'ultimo, nominato governatore in Italia con il titolo di dux, nell'877, con grande magnificenza sposò la figlia di Engelberga, Ermengarda; secondo gli Annales Fuldenses, invece il conte Bosone, dopo aver avvelenato la propria moglie, rapì, con la forza, Ermengarda, per poterla sposare e poter avere pretese sul regno d'Italia.

Quando Bosone fu eletto Re di Provenza il 15 ottobre 879, in contrapposizione a Carlomanno II, Engelberga si schierò col genero. L'anno successivo, dato che Carlomanno II si era alleato col nuovo re d'Italia, Carlo il Grosso, da quest'ultimo venne esiliata in Svevia. Ma, nel 882, dopo la conquista di Vienne (difesa da Ermengarda, in assenza del marito), da parte del conte di Autun, Riccardo il Giustiziere, Engelberga poté ritornare in Italia e venne confermata nei suoi possedimenti, da Carlo il Grosso.

Infine, nel 896, Engelberga divenne badessa della sua stessa fondazione di San Sisto, a Piacenza

Contenuti correlati
Piacenza Angilberga
Azioni sul documento
Pubblicato il 01/10/2015 — ultima modifica 01/10/2015

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it

Strumenti personali