Carini Teresina

Fontanellato, 1863 - Pocos de Caldas, 1951

 

Figlia di Anacleto, amministratore dei conti Sanvitale. Nel 1889, all’età di 26 anni, perse il padre, dopo che già la madre era morta alcuni anni prima. Il conte Alberto Sanvitale e i fratelli decisero di farla sposare al violoncellista Guido Rocchi, più giovane di due anni e amico di Arturo Toscanini (suo compagno di studi). Visse per un breve periodo a Milano con il marito e conobbe Mascagni come vicino di casa. Nel 1890 si recò in Brasile per una tournée accompagnando il marito, ma una serie di circostanze, tra cui lo scoppio di una epidemia di febbre gialla che decimò la compagnia, creò le condizioni perché né lei né il marito potessero più tornare in Italia.

L’animo filantropico e altruistico della Carini cominciò a manifestarsi proprio durante l’epidemia nel corso della quale si prodigò come infermiera fino all’esaurimento, incurante del pericolo. I rapporti col marito non furono facili, fino a portarla alla separazione nel 1910 (facilitata dal fatto di non aver avuto figli), soprattutto per la diversità di carattere culturale e di interessi.

Il Rocchi visse solo per la musica, la Carini amò leggere, scrivere e si interessò soprattutto di problemi sociali, fino a sposare le idee socialiste. A cavallo tra l’Ottocento e il Novecento non era facile essere socialisti e certamente lo era ancora meno per una donna, in un mondo ancora chiuso e maschilista (soprattutto in Brasile dove la schiavitù fu abolita solo nel 1888 e dove la fondazione di un vero Partito socialista nazionale viene fatta risalire al 1914, anche se la fondazione ufficiale è del 1916). Viveva con poco insegnando il lavoro a maglia, l’italiano e il francese. Insegnava gratuitamente a molta gente; dava senza esitare quel che aveva, anche se rimaneva senza niente. Era ugualitaria per natura e diceva di essere stata socialista anche prima di aver cognizione della realtà politica, perché sin da piccola aveva la maggior ripugnanza per le ingiustizie della società. Il suo fu un socialismo del tutto particolare, quasi luxemburghiano. Una socialista rivoluzionaria che però riusciva a mettere assieme Rousseau e Lenin, Proudhon e Bakunin e che ebbe sempre una speciale ammirazione per la rivoluzione russa.

Ma il tratto più forte della sua personalità politica fu il suo violento e indiscusso antifascismo. Rappresentò certamente un punto di riferimento forte per il movimento socialista e per i lavoratori della zona, anche se non fece mai vita politica o partitica attiva.

La casa della Carini rappresentò un rifugio e un punto di riferimento non solo per chi fu attivamente impegnato in politica nella zona di Saõ Paulo prima e di Pocos poi, ma anche per chi, soprattutto durante il fascismo, fu costretto a emigrare dall’Italia. In particolare nei primi anni del secolo, quando le prime idee socialiste cominciarono a farsi strada tra mille difficoltà, la sua casa rappresentò un centro di cultura parallelo e alternativo, frequentata da socialisti, anarchici, sindacalisti, con una ricca e fornita biblioteca che conteneva il meglio non solo della letteratura classica e contemporanea ma anche della produzione politica e di contenuto sociale. La Carini conobbe Enrico Ferri nel 1908 in Brasile per una serie di conferenze da tenere ai lavoratori italiani emigrati. Conobbe e frequentò Guglielmo Ferrero, storico e allievo del Lombroso, molto noto in quel periodo (1907) per il successo del suo libro Grandezza e decadenza di Roma, e anche la moglie Gina, figlia di Lombroso, che la Carini ammirò molto per il suo femminismo e per le sue conferenze.

Conobbe il sindacalista rivoluzionario Eduardo Rossini e ancora Alcibiade Bertolotti, arrivato in Brasile nel 1890 come fuoriuscito politico, uno dei principali animatori della Lega democratica italiana di Saõ Paulo, nei cui locali nel 1900 nacque il primo giornale socialista in lingua italiana, l’Avanti!, con lo stesso titolo del giornale ufficiale del Partito socialista italiano fondato in Italia nel 1896. Conobbe e frequentò anche Antonio Piccarolo, docente all’Università di Torino e arrivato in Brasile nel 1904, anch’esso direttore del locale l’Avanti! e una delle figure più nitide e coerenti del riformismo socialista classico. Molti di questi uomini, come Bertolotti e Piccarolo, essendo riformisti, non andarono troppo d’accordo con la Carini, che era una socialista rivoluzionaria, ma i rapporti tra loro furono sempre cordiali e di grande rispetto. Certamente migliori dovettero essere i rapporti tra la Carini e Alceste De Ambris per la comune visione politica e perché entrambi estimatori di Sorel.

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Pubblicato il 22/10/2015 — ultima modifica 22/10/2015

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