Ginzburg Natalia

Palermo 1916 - Roma 1991

Figlia di Giuseppe Levi, illustre scienziato triestino di origine ebraica, e di Lidia Tanzi, milanese di religione cattolica. Il padre è professore universitario antifascista e insieme ai tre fratelli di lei sarà imprigionato e processato con l'accusa di antifascismo.

Natalia trascorre l'infanzia e l'adolescenza a Torino, in stato di emarginazione e trova presto conforto nella scrittura.

Esordisce nel 1933 con il suo primo racconto, I bambini, pubblicato dalla rivista "Solaria" e nel 1938 sposa Leone Ginzburg col cui cognome firmerà in seguito tutte le proprie opere. Dalla loro unione nacquero due figli e una figlia: Carlo, Andrea e Alessandra. In quegli anni stringe legami con i maggiori rappresentanti dell'antifascismo torinese e in particolare con gli intellettuali della casa editrice Einaudi della quale il marito, docente universitario di letteratura russa, era collaboratore dal 1933.

Nel 1940 segue il marito, che era stato mandato al confino per motivi politici e razziali, a Pizzoli in Abruzzo dove rimane fino al 1943.

Nel 1942 scrive e pubblica, con lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte, il suo primo romanzo intitolato La strada che va in città che verrà ristampato nel 1945 con il nome dell'autrice.

In seguito alla morte del marito, torturato e ucciso nel febbraio del 1944 nel carcere romano di Regina Coeli, nell'ottobre dello stesso anno Natalia giunge a Roma, da poco liberata, e si impiega presso la sede capitolina della casa editrice Einaudi. Nell'autunno del 1945 si ristabilisce a Torino, dove nel frattempo sono rientrati anche i suoi genitori, i due figli e la figlia, che durante i mesi dell'occupazione tedesca si erano rifugiati in Toscana.

Nel 1950 sposa l'anglista Gabriele Baldini, docente di letteratura inglese e direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Londra,con il quale concepirà i figli Susanna e Antonio, entrambi con handicap. Inizia per Natalia un periodo ricco per la produzione letteraria che si rivela prevalentemente orientata sui temi della memoria e dell'indagine psicologica. Durante questi anni è collaboratrice assidua del Corriere della sera, che pubblica numerosi suoi elzeviri su argomenti di critica letteraria, cultura teatro e spettacolo.

Natalia Ginzburg si rivela inoltre autrice di commedie tra le quali, Ti ho sposato per allegria del 1965, e Paese di mare nel 1972.

È il 1969 che costituisce un punto di svolta nella sua vita, quando la scrittrice ha 53 anni: muore il secondo marito e mentre in Italia, con la Strage di piazza Fontana, inizia il periodo della strategia della tensione, la scrittrice aumenta il proprio impegno politico, dedicandosi sempre più attivamente alla vita politica e culturale del Paese, in sintonia con la maggioranza degli intellettuali italiani militanti, orientati verso posizioni politiche di sinistra.

Nel 1971 sottoscrive, assieme a numerosi intellettuali, scrittori,scrittrici, artisti, registi[4] la lettera aperta a L'espresso sul caso Pinelli[5], documento attraverso cui, in merito alla morte di Giuseppe Pinelli, venivano denunciate le presunte responsabilità dei funzionari di polizia della questura di Milano (in particolare in riferimento al commissario Luigi Calabresi).

Fu eletta alla Camera dei Deputati, nelle file della Sinistra Indipendente, sia nel 1983, che nel 1987.

Nella sua attività parlamentare, la scrittrice si batté con ardore in diverse cause umanitarie, come l'abbassamento del costo del pane, l'assistenza ai bambini palestinesi, la persecuzione legale nei casi di stupro, ed infine insistette per una riforma delle leggi per l'adozione.

Muore a Roma tra il 6 e il 7 ottobre 1991.

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Pubblicato il 29/09/2015 — ultima modifica 23/10/2015

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