Bianchi Porro Benedetta

Dovadola 1936 – Sirmione 1964

Nasce a Dovadola. E’ la seconda di sei figli. Colpita a pochi mesi da poliomielite, resta con una gamba menomata. Nel 1942 la famiglia, che abitava a Milano, si trasferì a Sirmione sul Garda. Col precipitare degli eventi bellici i Bianchi Porro tornano a Forlì.

Il 23 maggio incominciò il “Diario di Benedetta”, che la ragazza tenne scrupolosamente per 10 anni, fino al ’54 quand’era all’Università. Ma non sta bene: le gambe malferme, la sordità crescente. Entra a “Villa Igea” di Forlì il 12 luglio 1955: è l’inizio del calvario.

Si avvia alla santità attraverso il dolore, in una specie di estasi spirituale. Morirà il 23 gennaio 1964 a Sirmione.

È stata dichiarata venerabile per la Chiesa cattolica, per il comportamento e la fede mantenuti in vita nonostante le sofferenze.

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Pubblicato il 29/09/2015 — ultima modifica 29/09/2015

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