Vittorina Dal Monte

Politica e sindacalista Imola, 1922 / Bologna, 11.12.1999

Nasce da una famiglia di braccianti che emigra clandestinamente in Francia quando lei è ancora giovanissima. Qui frequenta la scuola fino all’equivalente della nostra terza media. Non si è sposata e non ha avuto figli. Inizia a lavorare a 13 anni in sartoria; dal ’39 al ’40 lavora come ambulante; dal ’42 al ’43 come mondina. Nel 1943 si iscrive al Partito comunista francese.

Rientrata in Italia, partecipa alla Resistenza. Nel 1946 diviene funzionaria del Partito comunista italiano, dapprima presso la federazione di Bologna, dove è anche eletta consigliera provinciale e nominata assessore all'Istituto provinciale infanzia e maternità fino al 1952, poi in quella di Torino, come responsabile femminile e membro della segreteria federale, sino al 1956, quando viene incaricata di far parte della segreteria nazionale dell’Unione Donne Italiane a Roma. Dal 1958 svolge la sua attività nella FILTEA, il sindacato tessile della CGIL; fino al 1963 dirige il comparto nazionale delle confezioni in serie. Dal 1963 al 1965, divenuta membro della segreteria nazionale della FILTEA, è a Bologna per guidare la lotta delle lavoranti a domicilio.

Dal 1965 al 1967 è segretaria provinciale del sindacato abbigliamento a Milano. Nel 1967 torna al lavoro politico: fino al 1979 è funzionaria della federazione comunista di Bologna e responsabile di partito nel quartiere Saffi. Dal 1979 al 1989 è attiva nell’UDI di Bologna.

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Pubblicato il 29/09/2015 — ultima modifica 26/10/2015

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