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Lavoro e formazione

L’uguaglianza di genere costituisce da sempre una priorità della strategia europea per l’occupazione e rappresenta uno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibili dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Nonostante i progressi compiuti persistono ancora, infatti, disuguaglianze rispetto alla partecipazione al mercato del lavoro, alle opportunità di carriera, ai ruoli e alla retribuzione. La nuova fase di attività per il raggiungimento della parità di genere implica inevitabilmente la consapevolezza sempre maggiore che, promuovendo la parità di genere, possono essere ottenuti anche vantaggi economici, sociali e che, per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, è necessario utilizzare il potenziale delle donne in modo più ampio ed efficiente.

Cosa fa la Regione

Valorizzare e rafforzare il ruolo svolto dalle donne nell’economia e nella società regionale è determinante per generare uno sviluppo sostenibile e inclusivo. Allo stesso tempo, è fondamentale promuovere e valorizzare il lavoro come fonte di realizzazione individuale e sociale della persona.

Tali priorità sono contenute tra i principi della Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere (Legge regionale 27 giugno 2014 n. 6), che affronta il tema della parità in modo trasversale in tutti gli ambiti e nel Patto per il Lavoro, siglato il 20 luglio 2015 con le istituzioni locali, le università, le parti sociali, datoriali e sindacali e il forum del terzo settore, per lo sviluppo ed una nuova coesione sociale. Si riconferma in tal modo come l’impegno per l’affermazione della parità tra uomini e donne nell’accesso al lavoro, nella sua qualificazione, nello sviluppo dei percorsi di carriera e nelle retribuzioni continui a caratterizzare le politiche della Regione.

Anche la terza edizione del bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna approfondisce il tema della promozione del lavoro delle donne e della conciliazione tra i tempi di vita e lavoro, temi strategici non solo per le politiche di pari opportunità, ma anche per il perseguimento degli obiettivi di sviluppo economico e occupazionale, legati anche a quelli previsti dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

La Regione Emilia-Romagna si è sempre caratterizzata per tassi di occupazione femminile superiori alla media nazionale e in linea con le regioni europee più avanzate, grazie anche alle politiche rivolte all’infanzia, al sistema di welfare e a quelle per l’istruzione e la formazione professionale. 

La partecipazione delle donne al mercato del lavoro dell’Emilia-Romagna è forte, ma è possibile osservare, ancora, dei gap di genere sfavorevoli alle donne nei tassi di occupazione e disoccupazione, ed anche in termini retributivi e di orario di lavoro, dovuti alla necessità di conciliare gli impegni di lavoro con quelli di cura e della famiglia. In quest’ottica assume cruciale importanza il contrasto alle discriminazioni nell’accesso e permanenza sul lavoro qualificato, ed il contrasto del gap retributivo tra donne e uomini, anche considerando la crescente flessibilità del mercato del lavoro.

Analogamente importante è promuovere una maggiore partecipazione delle ragazze a percorsi tecnici, tecnologi e scientifici nei diversi livelli dell’istruzione, volta a rafforzare la presenza femminile nei settori innovativi dell’economia, attraverso azioni anche sperimentali di orientamento e di qualificazione delle transizioni.  

La Regione da anni è impegnata per ridurre il peso sociale degli stereotipi di genere, che continuano a guidare le scelte di ragazzi e ragazze (ad es. nella scelta di discipline STEM per le ragazze), agendo pesantemente sugli sviluppi delle carriere e delle retribuzioni, oltre che sulle scelte di conciliazione dei tempi di cura e di lavoro e sui ruoli familiari.    

La Regione Emilia-Romagna - anche attraverso i fondi europei - mette in campo varie azioni di contrasto alle diverse forme di discriminazione fondate sul genere e di promozione dell’imprenditoria femminile, nella convinzione non solo che il superamento delle ineguaglianze nel mercato del lavoro sia una delle premesse fondamentali per la realizzazione delle politiche di coesione economica e sociale e che gli obiettivi di crescita, di competitività e di piena occupazione siano raggiungibili solamente attraverso la piena mobilitazione di tutta la cittadinanza, donne e uomini, ma anche che senza il supporto e la partecipazione delle donne, il raggiungimento dell'Agenda 2030 risulta un traguardo improbabile.

L’Assessorato alle pari opportunità è fortemente impegnato nella promozione dell’occupazione femminile sia attraverso il bando con cui sono stati finanziati, con risorse regionali pari a 1 milione di euro per il biennio 2019-2020, progetti per promuovere l'accesso delle donne nel mondo del lavoro e sviluppare percorsi di carriere femminili anche attraverso azioni di welfare aziendale per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e la condivisione degli impegni di cura sia attraverso il Progetto Donne e lavoro.

 

A chi rivolgersi

Agenzia Regionale per il Lavoro
tel. 051 5273864; 051 5273893
e-mail: arlavoro@regione.emilia-romagna.it
e-mail certificata: arlavoro@postacert.regione.emilia-romagna.it

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pubblicato il 2016/09/28 16:00:00 GMT+2 ultima modifica 2020-04-28T11:31:24+02:00

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