Lea Giaccaglia

Ancona ,1897 – Bologna, 1936

Fino dal 1916 fece parte attiva dell'organizzazione del PSI. Nel 1927 venne arrestata a Torino con altri. Subì due mesi di segregazione nel carcere di Perugia, dove fu tenuta a digiuno e semidigiuno per cui contrasse la tbc. Con sentenza istruttoria del 5/2/29 fu rinviata al Tribunale speciale e condannata a 4 anni e 3 mesi di carcere. Il 28/11/32, venne deferita «in stato di arresto» al Tribunale speciale, perché ritenuta «responsabile di aver ricostituito fra i confinati. [...] il disciolto partito comunista».

Il 21 dicembre successivo, venne dimessa dalle carceri dopo essere stata prosciolta per insufficienza di prove. Il 27/1/33, soppressa la «colonia di Lipari», fu trasferita a Ponza (LT). In questo stesso anno, l'8 giugno, fu condannata a 5 mesi di arresto per contravvenzione al confino, pena che scontò in carcere per 4 mesi. L'11/7/34 ebbe commutato il restante periodo di confino in un biennio di ammonizione.

L'1/6/36, per le misure disposte dal fascismo «in occasione della vittoria delle armi italiane in Etiopia», venne prosciolta dai vincoli e dagli obblighi dell'ammonizione. Morì a Bologna, appena 40 giorni dopo.

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Pubblicato il 29/09/2015 — ultima modifica 23/10/2015

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