Confalonieri Casati Teresa

Milano, 1787 – Buccinigo, 1830

 

Il 14 ottobre 1806 sposò Federico Confalonieri, detto il "Conte Aquila". In seguito divenne dama di Corte al servizio della viceregina d'Italia Augusta di Baviera, figlia del Duca Massimiliano IV Giuseppe di Zweibrücken.

Le sue simpatie iniziali per il regime napoleonico si andarono via via spegnendo per influenza del marito, del quale condivideva le posizioni liberali.

Dopo la condanna capitale di Federico, nel 1823 Teresa si recò più volte a Vienna dalla coppia imperiale Francesco I d'Asburgo e Maria Teresa di Borbone-Napoli per impetrare la grazia sovrana. Nel 1824 la condanna di Federico Confalonieri fu commutata nel carcere a vita nello Spielberg.

Negli anni seguenti Teresa si prodigò per ottenere una diminuzione della pena del marito. Nel 1829, fallito il progetto di evasione che aveva ordito, si rivolse ad Alessandro Manzoni perché componesse una supplica a Francesco I. Lo scritto manzoniano, composto il 12 febbraio 1830, non ricevette risposta e dopo qualche mese Teresa morì nel palazzo dei marchesi Vidiserti, già Carpani, presso Erba, sfibrata dai vari tentativi di soccorrere il consorte allo Spielberg.

Il suo dramma ispirò ad Alessandro Manzoni la creazione del personaggio di "Ermengarda" nell'Adelchi. Manzoni dettò anche il suo epitaffio tombale, collocato sulla parete posteriore del tempietto dorico, presso il monumentale Mausoleo Casati Stampa di Soncino nel cimitero urbano di Muggiò (Monza e Brianza).

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Pubblicato il 08/10/2015 — ultima modifica 08/10/2015

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