Santa Sofia

I secolo – Roma, II secolo

Secondo la tradizione Sofia era madre di tre figlie, chiamate Pistis, Elpis, Agape. Traducendo in italiano questi nomi di origine greca, si può dire che la madre si chiamasse Sapienza e le figlie si chiamassero Fede, Speranza e Carità. Questo ha fatto nascere in alcuni studiosi il sospetto che non siano figure storiche, ma allegoriche; tuttavia le testimonianze del culto sono molto antiche.

Sofia subì il martirio a Roma sotto l'imperatore Traiano; anche le figlie ebbero la stessa sorte della madre. Itinerari per pellegrini altomedievali segnalano la tomba di Sofia e delle figlie nella catacomba di San Pancrazio sulla via Aurelia.

Le prime notizie del loro culto risalgono al VI secolo per opera del presbitero Giovanni. In seguito vennero inserite nel Martirologio romano, le figlie il giorno 1º agosto e la madre il 30 settembre.

L'iconografia rappresenta le quattro donne vestite a lutto, con la madre che protegge le figlie sotto il proprio mantello. Un particolare valore iconografico hanno gli atteggiamenti caratteristici delle figure. Santa Sofia prevale in aspetto materno; Fede, di solito, ha le mani giunte in preghiera, mentre Speranza e Carità tengono tra le braccia sul petto gli attributi del supplizio (la clava e la fornace). Altra particolarità è la corona che cinge il capo della madre e delle figlie. Semplice ma regale quella di santa Sofia e con triplice tiara sul capo delle figlie, antico simbolo di virtù verginale e di particolare gloria.

 

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Pubblicato il 29/09/2015 — ultima modifica 26/10/2015

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