Tertulla Rubria

sec. III d.C.

 

Giovane romana, moglie di Caio Refano Macrino, morta a poco più di 20 anni ricordata a Galeata, nel Museo Mambrini, da una semplice stele ornata da due delfini ai lati del frontone. La fama del monumento è dovuta al breve carme (6 versi) apposto, in caratteri più piccoli, nella parte bassa della stele, dopo l’indicazione degli elementi anagrafici.

Con poche parole, intrise di malinconia, ma con grande dignità, la giovane rievoca tutta la sua breve vita: “Forlì vide crescere me e la mia gemella,\nate da un padre nobile e da una madre venerata.\Andata sposa con onore, sono stata amata da un marito fedele;\ma, invidiosa, la crudele legge del fato ha distrutto le nostre speranze.\Al mio povero amore di donna, il destino ha lasciato un solo conforto;\mi è stato concesso di morire fra le braccia del mio sposo.”

Il pregio maggiore di questa iscrizione consiste nella sua semplicità e spontaneità che la hanno resa famosa.

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Pubblicato il 29/09/2015 — ultima modifica 29/09/2015

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