Licinia Eudossia

Costantinopoli, 422 / 493 ca
Licinia Eudossia

Immagine tratta dal Département des Monnaies, Médailles et Antiques, Bibliothèque Nationale

Licinia Eudossia (Licinia Eudoxia) fu augusta dell'Impero romano d'Occidente, figlia dell'imperatore d'Oriente Teodosio II e moglie dell'imperatore d'Occidente Valentiniano III. Fu lei a chiamare a Roma il re dei Vandali Genserico, causando così il sacco di Roma (455), a seguito del quale venne rapita e portata in Africa.

Unica figlia dell'imperatore d'oriente Teodosio II e di Elia Eudocia, nel 437 sposò l'imperatore d'Occidente Valentiniano III a Costantinopoli per rafforzare il legame tra le due parti dell'impero. Nel 439 fu insignita del titolo di augusta, contemporaneamente alla nascita a Ravenna della prima figlia Eudocia. Ebbe poi anche una seconda figlia, Placidia. Dopo l'assassinio a Roma di Valentiniano III, scelse come proprio candidato al trono Maggioriano, un generale cui Valentiniano aveva pensato di dare in moglie Eudocia, ma alla fine venne scelto Petronio Massimo. Massimo, probabile istigatore dell'assassinio di Valentiniano, era stato proclamato imperatore dal Senato, senza essere riconosciuto dall'imperatore d'Oriente Marciano e aveva necessità di consacrare il proprio potere; costrinse allora una riluttante Eudossia a sposarlo, mentre Eudocia venne promessa in sposa al figlio del nuovo imperatore, Palladio.

Licinia Eudossia chiese probabilmente aiuto al re dei Vandali, Genserico, al cui figlio Unerico era stata precedentemente promessa Eudocia. Genserico si mosse quindi contro Roma: l'imperatore Petronio Massimo venne linciato durante il tentativo di fuggire dalla città e questa fu presa e saccheggiata per quindici giorni. Licinia Eudossia e le sue figlie Eudocia e Placidia vennero condotte a Cartagine da Genserico, dove più tardi Eudocia sposò Unerico come era stato inizialmente previsto. Solo nel 462 poté far ritorno a Costantinopoli, dove la seconda figlia Placidia sposò Anicio Olibrio, più tardi per breve tempo imperatore d'Occidente nel 472.

Licia Eudossia rimase alla corte di Costantinopoli, dove si spense intorno al 493.

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Pubblicato il 29/09/2015 — ultima modifica 23/10/2015

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