Deledda Grazia

Scrittrice Nuoro 1871 / Roma 1936

Maria Grazia Cosima Deledda nasce a Nuoro, penultima di sei figli, in una famiglia benestante. Il padre, Giovanni Antonio, era un imprenditore e agiato possidente, fu poeta improvvisatore e sindaco di Nuoro nel 1892. La madre, Francesca Cambosu, era una donna religiosissima e allevò i figli con estremo rigore morale. Dopo aver frequentato le scuole elementari, la sua istruzione prosegue in privato. Approfondì gli studi letterari da autodidatta ed esordì come scrittrice con alcuni racconti pubblicati sulla rivista "L'ultima moda".

Nell'azzurro, pubblicato 1890 può considerarsi la sua opera d'esordio. In bilico tra l'esercizio poetico e quello narrativo si ricorda, tra le prime opere, Paesaggi, edito nel 1896, oltre alla collaborazione con le riviste "La Sardegna", "Piccola rivista" e "Nuova Antologia".

Nel 1900 sposa Palmiro Madesani, funzionario del Ministero delle Finanze, e si trasferisce a Roma. Nel 1903 pubblica Elias Portolu che la conferma come scrittrice e la avvia ad una fortunata serie di romanzi e opere teatrali: Cenere (1904), L'edera (1906), Sino al confine (1911), Colombi e sparvieri (1912), Canne al vento (1913), L'incendio nell'oliveto (1918), Il Dio dei venti (1922). Da Cenere fu tratto un film interpretato da Eleonora Duse.

Grazia Deledda fu anche traduttrice, sua infatti una versione di Eugénie Grandet di Honoré de Balzac

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Pubblicato il 29/09/2015 — ultima modifica 08/10/2015

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