Negri Ada

Poetessa e scrittrice Lodi, 03.02.1870 / Milano, 11.01.1945

Di umili origini, insegnante, riuscì ad acquistare notorietà nell’ambiente letterario e successo presso il pubblico. Collaborò a numerosi quotidiani e riviste e, nel 1940, fu accolta nell’Accademia d’Italia, prima donna ad essere ammessa.

Sfiorò il Premio Nobel per la letteratura nel 1926, anno in cui fu attribuito a Grazia Deledda. Esordì con poesie di forma tradizionale e di ispirazione umanitaria, socialista, femminista (Fatalità, 1892; Tempeste, 1894; Esilio, 1914). In seguito scrisse versi di gusto dannunziano e di tono quasi diaristico (Il libro di Mara, 1919; I canti dell’isola, 1924).

Infine compose liriche che esprimono, con voce più raccolta e dimessa, una concezione cristiana della vita (Vespertina, 1930; Il dono, 1936). Fu autrice anche di opere di prosa, sfocate e declamatorie (Le solitarie, 1917; Stella mattutina, 1921; Sorelle, 1929), la cui nota più significativa è data dall’evocazione di una fanciullezza dolorosa, dalla descrizione di umili interni e di umane solitudini.

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