Salute

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Promuovere le pari opportunità anche nella tutela della salute. È l’obiettivo di questa sezione che raccoglie documenti, esperienze, progetti e informazioni sulla salute femminile

Cosa fa la Regione

Fino a non molti anni fa, parlare di donne e salute significava parlare della sfera riproduttiva femminile, negli ultimi tempi, si è affermanto un concetto più vasto, che riconosce alla tematica della salute delle donne specificità di genere che riguardano ad esempio, la diffusione dei fattori  di rischio, l’incidenza di diverse malattie e disabilità, la frequenza e le modalità di utilizzazione dei servizi sanitari.

La Regione ha avviato da tempo interventi che, a partire da una analisi sui fattori che incidono sulla salute della donna, si propone di promuovere la salute e la prevenzione delle malattie (tre i programmi di screening in Emilia-Romagna: screening dei tumori della mammella, dei tumori del collo dell’utero, dei tumori del colon-retto) e organizzare servizi e percorsi di cura specifici,  nella logica della rete e della collaborazione per garantire continuità di cura e di relazione.

Nelle Aziende sanitarie regionali si sta consolidando il percorso di innovazione che ha gettato le basi per la gestione delle diversità di cui gli utenti sono portatori (di genere, età, culturali ecc.). In particolare nello sviluppo di strategie gestionali che consentano alle organizzazioni di fronteggiare la variabilità crescente al proprio interno (di genere, culturale, ecc.).

Questa sezione - attraverso la raccolta di documentazione, la segnalazione di esperienze e progetti, l'archiviazione di dati disaggregati per sesso, l'adeguata diffusione alle informazioni sulla salute femminile - intende contribuire alla promozione di una strategia di pari opportunità anche sul piano della tutela della salute.

Salute della donna
La salute femminile ha specificità di genere. Per questo, gli interventi e i servizi sono inseriti nel programma “Salute donna” che fornisce informazioni, consulenze e prestazioni sanitarie sulla salute sessuale, relazionale e riproduttiva e affronta i percorsi di assistenza per esempio anche su menopausa, osteoporosi, malattie cardiovascolari, disturbi alimentari.

La rete dei Consultori
I Consultori sono un punto di riferimento ad accesso libero, senza bisogno di richiesta del medico o di prenotazione. Tra i servizi erogati: assistenza alla gravidanza, assistenza e consulenza post parto a domicilio, assistenza per menopausa, assistenza e supporto alle scelte relative alla contraccezione, attuazione legge 194/78 per l’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), accoglienza e servizi per le donne migranti e per i loro figli e figlie, attività di supporto ai giovani per le relazioni affettive e per la sfera sessuale,  vaccinazioni infanzia, bilanci di salute dei bimbi.

Il sito web dei Consultori familiari in Emilia-Romagna

Salute - la rete dei consultori 

Maternità e lavoro
Per ogni lavoratrice è sempre vietato lavorare due mesi prima e tre mesi dopo il parto. Il congedo di maternità è obbligatorio e non è possibile rinunciarvi nemmeno se lo chiede il datore di lavoro o la lavoratrice stessa. La lavoratrice può richiedere di lavorare fino a un mese prima del parto e astenersi dal lavoro fino a quattro mesi dopo, solo se sta bene e se svolge un lavoro che non pregiudica la sua salute e quella del bambino. La lavoratrice in attesa di un figlio, con problemi di salute legati all'evoluzione della gravidanza, può chiedere l’astensione dal lavoro anticipata /interdizione dal lavoro.

Assistenza domiciliare, assegno di cura

L’assistenza domiciliare è un servizio organizzato per permettere alle persone ammalate, quando le condizioni cliniche e familiari lo consentono, di vivere il più possibile nel proprio ambiente, tra le persone care.

Per coloro che assistono in casa persone ammalate non autosufficienti, persone con gravi disabilità non autosufficienti o a rischio di non autosufficienza, in particolari condizioni di reddito e a seconda del grado di non autosufficienza della persona ammalata, è prevista anche la possibilità di avere un “assegno di cura”: un contributo economico erogato dalla Regione.

Assistenza domiciliare, assegno di cura

Osservatorio sull’equità

L’Osservatorio si pone come punto di riferimento regionale per le Aziende del SSR e gli Enti locali dell’Emilia-Romagna in tema di garanzie di equità, rispetto delle differenze (di età, genere, nazionalità/origine, dis-abilità, identità e orientamento sessuale, religione e convinzioni personali…) e contrasto delle disuguaglianze di salute, sia nei confronti di utenti che degli operatori.

Agenzia sanitaria e sociale regionale - Osservatorio dell'equità e diversity management

Medicina di genere

La "medicina di genere" va distinta dalla medicina delle donne, ma anche dalla medicina attenta alle sole differenze bio-sessuali e rappresenta uno degli esempi ‘ponte’ tra le scienze umane e quelle bio-mediche.

Il ‘genere’, che caratterizza le diversità tra le persone, rappresenta uno dei numerosi determinanti che generano salute o malattia e, per merito delle incalzanti scoperte ed evidenze, si presta agevolmente come banco di prova per allenare alla gestione delle differenze, sia nelle forme di pensiero, che nell’azione di cura.

Agenzia sanitaria e sociale regionale - Medicina di genere. Prendersi cura delle differenze

A chi rivolgersi

Assessorato alle politiche per la salute 

 

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Pubblicato il 28/09/2015 — ultima modifica 28/09/2015

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