La promozione dell'affidamento familiare sempre in primo piano: manifestazione in Piazza Santo Stefano sabato 28 alle 10.30

Il flash mob “A braccia aperte”, era stato inizialmente programmato per sabato 14 e sospeso in segno di rispetto verso le vittime del tremendo massacro di Parigi e in segno di solidarietà per la Francia

Sul tema dell'Affido la Regione ha recentemente organizzato un Convegno in occasione del 20 novembre, Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

Il dibattito al convegno

Condivisione è stata una delle parole chiave del Convegno. Condivisione che significa messa in rete delle esperienze tra enti locali, Servizi per le famiglie sul territorio, Tribunale per i Minorenni, associazioni di famiglie affidatarie. "E' importante non illudere - ha ammonito il presidente del Tribunale per i Minorenni della Regione Emilia-Romagna Giuseppe Spadaro - ma promuovere la vera solidarietà in chi accoglie un bambino o un adolescente in una situazione di disagio". Perché oggi "l'affido è sempre più su misura", ha detto Alessandro Finelli del Servizio Politiche familiari della Regione, ricordando che in Emilia-Romagna dall'anno 2000 vengono effettuati in media 1500 affidi l'anno.

La psicologa Daria Vettori, esperta nel campo dell'affidamento familiare e dell'adozione, ha preso in considerazione il ruolo dei figli naturali delle famiglie affidatarie sottolineando che «per questi ragazzi non si è fratelli part time, si è fratelli per sempre» e mostrando i loro punti di vista raccolti nel video "Fratelli nell'affido". Inoltre, ha detto, "quando una famiglia affidataria si trova in difficoltà è perché sta vivendo l'affido a tutti gli effetti, non deve essere considerato un fallimento". E questo perché - ha aggiunto la portavoce del Coordinamento delle associazioni affidatarie in Emilia-Romagna "le famiglie affidatarie non vengono scelte tra le super famiglie, sono invece famiglie normali".

Un dato preoccupante è emerso dall'intervento dell'Amministratore Unico dell'Asp Città di Bologna Gianluca Borghi: "Bologna, tra le città della regione, è quella con il più basso numero di affidi. Sappiamo, quindi, di dover fare molto". Per questo, gli ha fatto eco il Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza Luigi Fadiga, "bisogna incrementare l'affido familiare rispetto al collocamento in comunità". Il Garante ha ricordato anche il recentissimo varo della legge 173 che garantisce il rispetto del legame familiare che si viene a creare tra i minori e gli affidatari. Tuttavia, ha poi precisato il portavoce del Tavolo Nazionale Affido, Valter Martini, "questa legge non deve essere considerata una scorciatoia per passare dall'affido all'adozione".

Nel sottolineare le aspettative riguardo la campagna "A braccia aperte" ("produrrà ottimi risultati"), la vicepresidente e assessore al welfare Elisabetta Gualmini, nelle conclusioni del convegno, ha sottolineato principalmente tre aspetti: "La differenza tra la normativa nazionale e quella regionale del 2008, che dà pari dignità all'affido familiare e alle strutture residenziali; il dato, su cui occorre avviare una riflessione, del calo del 7 per cento degli affidi in Emilia-Romagna negli ultimi quattro anni e della prevalenza in regione (più del 52%), oltre la media nazionale , degli affidamenti presso comunità o strutture residenziali; l'allarmante fenomeno degli abbandoni dei minori che riguarda in particolare i bambini albanesi, che risultano senza famiglia quando in realtà non lo sono affatto. E' un problema da affrontare - ha concluso Gualmini - e non sarebbe responsabile fare finta di niente".

I numeri dell'Osservatorio regionale per l'infanzia e l'adolescenza

Sono 3.372, su una popolazione di  712.298 minori residenti sul territorio regionale, i bambini e i ragazzi che nel 2014 si sono trovati, per condizioni diverse, a vivere al di fuori delle loro famiglie di origine.  Tra questi, 1.519 (l’82%), di cui 106 di origine straniera e non accompagnati,  sono stati accolti da famiglie che si sono rese disponibili ad accoglierli a tempo pieno  o  parziale. Altri 1.853, di cui 362 minori stranieri non accompagnati,  sono stati invece affidati a comunità. Questi alcuni dei dati resi noti dall’ Osservatorio regionale  per l’infanzia e l’adolescenza nell’ambito del  Convegno  “ A braccia aperte”. Promosso dall’assessorato al Welfare,  si colloca tra le iniziative della campagna di comunicazione regionale, che porta lo stesso titolo,  e richiama il gesto dell’abbraccio come  scambio, umano ed empatico, di conforto reciproco. Così, infatti,  vuole essere l’affidamento familiare:  un intervento temporaneo di aiuto e sostegno a un minore e alla sua famiglia.  Secondo gli ultimi dati - disponibili al 1° gennaio 2014 – il tasso d’affido registrato è di circa 2 bambini e ragazzi ogni 1.000 minori residenti e i minori accolti a tempo pieno rappresentano una quota molto rilevante degli affidi in regione: sono infatti 1.247. Di questi, il 71,7% sono in affido su decreto del Tribunale dei minorenni (giudiziale). Il 66,9% di loro rimane in affido più di due anni. Le province che accolgono il maggior numero di bambini sono Reggio Emilia (258), Modena (231) e Bologna (171). L’età dei ragazzi affidati a tempo pieno alle famiglie varia da zero (168) a 15 anni e più (377).

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Pubblicato il 27/11/2015 — ultima modifica 27/11/2015

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