Lavoro e formazione

Divario di retribuzione

Il divario retributivo di genere costituisce un fenomeno complesso, collegato ad una serie di elementi interconnessi, come l’organizzazione del lavoro e le discriminazioni sul posto di lavoro, le opportunità di sviluppo professionale ed i percorsi di carriera, la concentrazione del lavoro femminile in determinati settori e mansioni tra cui quelli maggiormente compatibili con la vita familiare e spesso svalorizzati socialmente e meno retribuiti (ad esempio un magazziniere guadagna di più di una cassiera, la donna manager in settori “tipicamente femminili” guadagna meno rispetto a settori “tipicamente maschili”, ecc.). Il tema chiama in causa, dunque, il ruolo della contrattazione sindacale, diversi soggetti e diverse politiche tra cui quelle culturali volte a contrastare, innanzitutto fra i giovani e nei media, gli stereotipi sessisti e la divisione dei ruoli in base al genere. Vi è la convinzione che l’obiettivo del contrasto alle differenze retributive di genere possa rappresentare l’occasione per rimettere al centro del cambiamento lavorativo e dello sviluppo le donne, considerate non come soggetti da tutelare ma come soggetti da valorizzare per la trasformazione delle aziende private e pubbliche.
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Pubblicato il 28/09/2016 — ultima modifica 28/09/2016

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