Lavoro e formazione

Lavoro e formazione

L’uguaglianza di genere costituisce da sempre una priorità della strategia europea per l’occupazione ed è ritenuta imprescindibile per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e inclusivo fissati per il 2020. Nonostante i progressi compiuti persistono, infatti, disuguaglianze rispetto alla partecipazione al mercato del lavoro, alle opportunità di carriera, ai ruoli e alla retribuzione.

Cosa fa la Regione

Valorizzare e rafforzare il ruolo svolto dalle donne nell’economia e nella società regionale è determinante per generare uno sviluppo sostenibile e inclusivo. Allo stesso tempo, è fondamentale promuovere e valorizzare il lavoro come fonte di realizzazione individuale e sociale della persona.

Tali priorità sono contenute tra i principi della Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere (Legge regionale 27 giugno 2014 n. 6), che affronta il tema della parità in modo trasversale in tutti gli ambiti e nel Patto per il Lavoro, siglato il 20 luglio 2015 con le istituzioni locali, le università, le parti sociali, datoriali e sindacali e il forum del terzo settore, per lo sviluppo ed una nuova coesione sociale. Le strategie per lo sviluppo dell'occupazione in ottica di genere sono presentate nel nel Piano interno integrato delle azioni regionali in materia di pari opportunità di genere, all’interno della policy mercato del lavoro e imprenditoria femminile.

L’Emilia-Romagna è tra le regioni italiane dove il tasso di occupazione femminile è il più elevato, tanto che, fin dal 2003, e quindi con un certo anticipo rispetto al 2010, è stato raggiunto l’obiettivo fissato nel 2000 dal Consiglio europeo a Lisbona di un tasso di occupazione femminile pari al 60%.

Tuttavia al profilo quantitativo, decisamente positivo, non corrisponde in generale un’elevata qualità e stabilità dell'occupazione femminile, già penalizzata da progressioni di carriera insoddisfacenti e da differenziali retributivi e pensionistici, a parità di responsabilità, inaccettabili. Tutto ciò si collega strettamente alla necessità che le donne hanno di dover continuare a garantire, per la collettività e le loro famiglie, una doppia presenza nella cura e nel lavoro retribuito, in mancanza di un cambiamento sostanziale nelle dinamiche di genere e carica maggiormente sulle donne  il rischio di restare disoccupate nelle fasi negative della congiuntura economica.

Pertanto, nonostante gli elevati livelli femminili di scolarizzazione e l'incremento nella partecipazione al mercato del lavoro - grazie anche alla forte presenza dei servizi per l’infanzia, riconosciuti al livello internazionale come tra i più qualificati e diffusi sul territorio- le differenze di ruolo e di opportunità fra uomini e donne nel mondo lavorativo persistono. La Regione Emilia-Romagna - anche attraverso il FSE, il FESR ed il FEASR-PSR - mette in campo azioni di contrasto alle diverse forme di discriminazione fondate sul genere e di promozione dell’imprenditoria femminile, nella convinzione non solo che il superamento delle ineguaglianze nel mercato del lavoro sia una delle premesse fondamentali per la realizzazione delle politiche di coesione economica e sociale ma anche che gli obiettivi di crescita, di competitività e di piena occupazione siano raggiungibili solamente attraverso la piena mobilitazione di tutti i cittadini, donne e uomini.

A chi rivolgersi

Agenzia regionale per il lavoro

Telefono: 051 5273864-3893  Fax: 051 5273894
Email: ARLavoro@Regione.Emilia-Romagna.it

 

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Pubblicato il 28/09/2016 — ultima modifica 18/10/2017

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