Discriminazioni di genere

Attività della Regione per il contrasto agli stereotipi di genere

Una politica di contrasto agli stereotipi di genere non può non tener conto dei condizionamenti che si sviluppano nei processi educativi. Ecco perché l'Assessorato alle Pari oppportunità ha individuato nelle azioni rivolte ai giovani una delle leve del cambiamento culturale

Nonostante i progressi compiuti dalle donne in gran parte delle società avanzate, gli stereotipi di genere sono ancora assai diffusi in tutti gli strati della popolazione (alimentati anche dai media ed in particolare dalla televisione), e la loro trasmissione continua a influenzare le scelte di uomini  e donne, contribuendo alle disuguaglianze in ambito lavorativo, politico e domestico.

In questo senso, una politica di contrasto agli stereotipi di genere intesa come un insieme di azioni tesa ad abbattere i pregiudizi presenti nella società che rendono difficoltoso il riconoscimento di pari diritti e pari dignità tra donne e uomini, congelando in ruoli stereotipati i generi, non può non tenere conto dei condizionamenti che si sviluppano a partire dai processi educativi.

L’Assessorato alle Pari Opportunità della Regione Emilia-Romagna, in un’ottica di integrazione e trasversalità, ha individuato nelle azioni rivolte in particolare alle giovani generazioni una delle leve del cambiamento culturale da innestare nella società.

Conseguentemente sono state realizzate iniziative finalizzate al pieno riconoscimento della parità tra donne e uomini nella vita sociale, economica e politica, attraverso l’approfondimento del tema degli stereotipi legati al genere, in collaborazione e sinergia anche con altri soggetti istituzionali.

Nel corso degli anni i progetti, realizzati secondo differenti formule, si sono rivolti a diverse fasce d’età.

  • In collaborazione con il Corecom si sono realizzati laboratori formativi nelle scuole secondarie di primo grado (in particolare con il Progetto “Restiamo connessi” in collaborazione con la Provincia di Treviso) sul tema della rappresentazione dei generi nei media.
  • In collaborazione con l’Assessorato alle Politiche sociali, nell’ambito del progetto “Stereotipi di genere, relazioni educative ed infanzie”, si è promosso una ricerca-azione realizzata in collaborazione con il CSGE del Dipartimento di Scienze dell’educazione Bertin dell’Università di Bologna, che ha rilevato rappresentazioni sui generi e sui rapporti tra i generi in adulti educativamente e affettivamente significativi per i bambini e le bambine in età 0-6 anni, i cui esiti sono stati presentati in un seminario regionale nel 2012.
  • Sempre in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna, nel 2011/2012 si è realizzata un’iniziativa sul tema delle pari opportunità di genere rivolta alle scuole secondarie 1° grado (area appenninica regionale e basso ferrarese), attraverso la promozione di laboratori formativi nelle scuole;
  • A seguito di un Protocollo d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale nel 2010/2011, si è quindi realizzato un progetto rivolto agli studenti degli istituti tecnici della regione: "Pari opportunità e contrasto agli stereotipi di genere". Il Progetto chiamava studenti e docenti a riflettere sui temi del pieno riconoscimento delle pari opportunità di donne e uomini nella vita sociale, culturale, economica e politica, con particolare riferimento agli stereotipi legati al genere e ai ruoli e di come questi transitano nelle relazioni sociali e professionali;
  • Per l’anno scolastico 2009/2010 è stato istituito il Premio Giochiamo alla pari promosso tra gli allievi dell’ultimo biennio delle scuole secondarie di secondo grado della Regione, finalizzato all’elaborazione di un progetto per uno spot televisivo-cinematografico o radiofonico riferito al tema degli stereotipi di genere;
  • Nel marzo 2012 è stata  realizzata la pubblicazione “Chi dice donna”  dal Servizio Statistica della Regione, che usa e rielabora rilevazioni Istat, Eurostat e del Miur, per fotografare lo stato di salute della lotta agli stereotipi di genere fra i giovani in Emilia-Romagna, partendo dagli studi e arrivando alle condizioni del lavoro fuori e dentro casa. In particolare la ricerca conferma che le giovani hanno un livello di scolarizzazione e di successo scolastico costantemente superiore a quello maschile ma, nonostante questo, anche a causa delle scelte di studio (chimico-farmaceutico, geo-biologico, dell’insegnamento, letterario, linguistico, medico, psicologico e politico-sociale) restano in posizioni professionali meno qualificate e con minori opportunità di carriera. La ripartizione del lavoro di cura è un altro dato importante che incide sui tassi di occupazione, sui percorsi di carriera e sul successo professionale.
  • La Regione ha affrontato il tema di come le pari opportunità sono realmente vissute nella nostra regione dalle giovani generazioni attraverso un sondaggio della Doxa nel 2007 e una ricerca di approfondimento commissionata all’istituto Cattaneo nel 2009,
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Pubblicato il 28/09/2015 — ultima modifica 29/09/2015

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